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30 Apr 2018 / Diario di Bordo

Il mare è una grande riserva di cibo e di vita, ma va rispettato perché possa continuare ad essere l'immensa risorsa che è sempre stato.

La pesca indiscriminata, unita a minacce altrettanto devastanti come l'inquinamento, rischia di compromettere la salute di un ecosistema forte eppure tanto delicato.

L'uomo è ormai ben consapevole dei danni che una pesca senza criterio può determinare in un ambiente fin troppo oltraggiato.

Per decenni, diversi metodi di pesca irresponsabile hanno impoverito e ferito gravemente l'ambiente marino. Molte specie si sono estinte e tante altre sono a rischio. La pesca con reti a strascico trascina dal fondale ogni specie di pesce edibile e non, con enormi danni a flora e fauna, mentre la pesca con palamiti industriali mette in acqua chilometri di file di ami che agganciano pesci di qualunque specie. Questi tipi di pesca, in proporzione, ricavano pochissimo pesce utile, in confronto alle tante creature viventi che vengono invece distrutte inutilmente.

Cosa si intende per pesca sostenibile

La pesca industriale è quella che fa più danni e più compromette la salute e la sopravvivenza del sistema marino.

Anche la pesca artigianale può essere praticata in modo responsabile, rispettando le zone e i periodi consentiti per ciascun tipo di pesce in modo da consentire alle specie di riprodursi. L'attenzione all'ambiente impone di utilizzare sistemi di cattura selettivi che non danneggino i fondali.

La pesca a canna è il metodo migliore per pescare tonni e spada: rispetta al massimo l'ecosistema e il pesce non subisce danni dalla cattura.

Metodi sostenibili e permessi sono il traino a mezz'acqua, che non distrugge il fondale, le nasse, che catturano i pesci vivi e consentono di scartare quelli non buoni per il consumo, le reti da posta che imprigionano pesce da fondale come seppie e sogliole

Il ruolo del consumatore

Come in ogni settore del mercato, è la domanda che determina l'offerta. In quest'ottica, il ruolo del consumatore è molto importante per non assecondare e sostenere una pesca indiscriminata, con tutte le conseguenze che comporta.

Sono diversi gli atteggiamenti del consumatore che possono influenzare in meglio le attività di pesca. Innanzitutto, al momento dell'acquisto occorre tener conto delle dimensioni del prodotto; una sogliola deve essere di almeno 20 cm, ad esempio, mentre uno sgombro sarà di 18 cm e una sardina sui 10 cm.

Anche la stagionalità del pesce e la zona di pesca sono importanti e scegliere un prodotto dei nostri mari, nel momento giusto, significa favorire una pesca locale e più controllata.

Infine, la scelta del tipo di pescato non dovrebbe limitarsi a poche specie pregiate, ma tener conto del patrimonio nutrizionale dei pesci ritenuti poveri. Riscoprendo ricette e tradizioni culinarie tipiche di ogni regione è possibile consumare pesce ad un prezzo ridotto e in grado di apportare nutrienti simili, se non migliori, delle specie più prelibate.

Sardine, ricciole e sgombri, solo per citare alcune specie, possono essere preparate in modo gustoso e possono competere a pieno titolo con spigole e orate.

L'enorme importanza della pesca sostenibile

La necessità di praticare una pesca che rispetti l'equilibrio di mari e oceani impone una seria presa di posizione da parte dei governi di tutto il mondo, ma anche dei pescatori, piccoli o grandi che siano.

Il consumatore finale deve però comprendere l'importanza delle sue azioni in questo settore e assumere un ruolo attivo e responsabile, con qualche rinuncia e tanta attenzione.

Foto sopra: Il marchio Friend of the Sea certifica i prodotti di pesca e acquacoltura sostenibile

Da sempre Marevivo si impegna attivamente per la sostenibilità di tutti i suoi i prodotti ittici con un unico obiettivo: conservare e tutelare l’habitat marino, come dimostra la certificazione Friend of the Sea ottenuta grazie alle sue pratiche di pesca sostenibile.



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