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05 Ago 2016 / Diario di Bordo

Gli echinodermi, meglio conosciuti come ricci di mare, sono tra i frutti marini più apprezzati soprattutto nel sud Italia e in tutte le località bagnate dal Mar Mediterraneo.

Il loro gusto intenso e particolare li ha resi col tempo un piatto pregiato e anche abbastanza costoso. Tuttavia il consumo dei ricci è rimasto costante, anzi ha addirittura subito un sostanzioso incremento anche nei ristoranti più chic.

All’apparenza simili, i ricci femmina - chiamati paracentrotus lividus - differiscono dai maschi (arbacia lixula) per il caratteristico frutto arancione, ovvero le gonadi femminili.

Per distinguerli è necessario osservare con attenzione il colore del riccio: se è tendente al rosso, al marrone o al violetto ed è fornito di aculei corti e morbidi sarà femmina; viceversa se presenta un colorito scuro e le spine più lunghe e coriacee sarà certamente un maschio. I ricci si trovano soprattutto nei fondali rocciosi e spesso si annidano nelle crepe degli scogli.

Quando pescarli e come cucinarli

È fondamentale ricordare che in alcuni mesi dell'anno vige il fermo biologico, pertanto la pesca de ricci è vietata.

Le modalità per assaporare i ricci sono molteplici e tutte ugualmente gustose. Un classico sono i ricci crudi o in alternativa accompagnati con del pane fresco.

Esistono però preparazioni leggermente più elaborate da preparare in cucina, come nel caso in cui si voglia realizzare una spaghettata con i ricci o uno squisito risotto.

Una piccola curiosità: molti pesci, ad esempio orate e saraghi, adorano i ricci, tanto da essere impiegati come esca nelle battute di pesca.


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