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05 Mar 2020 / Diario di Bordo

Consumare pesce di stagione è un buon modo per preservare la presenza ittica nelle nostre acque e per rispettare il normale ciclo biologico della riproduzione.

Inoltre, il consumo di prodotti ittici di stagione consente di gustare piatti a base di pesce fresco, che conserva ancora il sapore e il profumo del mare.

Pesce di stagione: le varietà di marzo

Sono moltissime le specie ittiche che a marzo è possibile ritrovare sui banchi delle pescherie e c'è davvero l'imbarazzo della scelta, considerando anche tipologie meno note.

Dalle alici al nasello, dai calamari alla pescatrice, dal pesce San Pietro alla ricciola, dallo sgombro al rombo. Queste sono soltanto alcune varietà, ma occhiate, pagelli, sardine, scorfani, triglie e polpi non sono certo da meno. Mari e laghi offrono grandi possibilità di scelta per mettere in tavola pietanze sane a base di pesce fresco, capaci di stupire e soprattutto di mettere alla prova chi ama porsi ai fornelli, sperimentando ricette e metodologie di cottura di ogni tipo. Marzo sa offrire un pescato stagionale vario e completo.

I pesci meno noti

Esistono anche pesci meno noti che possono consentire piatti succulenti e gustosi. Anzi, acquistare esemplari meno conosciuti va a vantaggio di quelli più diffusi, favorendone il ripopolamento. Ecco alcuni esempi con qualche suggerimento culinario.

  • Cefalo: è un pesce tipico del Mediterraneo ed è abbastanza semplice identificarlo sul bancone della pescheria grazie ad una forma piuttosto affusolata, la parte dorsale tendente all'azzurro mentre la parte bassa di chiara tinta biancastra. Quelli più grandi arrivano anche a 60 cm e difficilmente si trovano esemplari inferiori ai 30 cm. Ottima fonte di grassi buoni Omega 3, è indicato per le persone anemiche. Cotto in padella con un po' di olio, una punta di aglio e servito con prezzemolo e limone, è un piatto davvero delizioso.
  • Occhiata: forse si conosce poco, ma è un pesce tipico di marzo e presente nel Mar Mediterraneo oltre che nell'Atlantico. Di forma ovalizzata, presenta un corpo tendenzialmente schiacciato, una bocca prominente e denti molto affilati. Gli occhi sono particolarmente grandi e tondi. Il colore è argenteo brillante, con delle linee scure che attraversano orizzontalmente il corpo. Di gusto è molto simile all'orata e potrebbe essere un sostituto. Ha, però, molte spine e per questo è più indicato cucinarlo al sale o al cartoccio, ma è valido pure per una buona zuppa.
  • Pagello fragolino: il nome è certamente simpatico e si caratterizza perché cambia sesso durante la sua vita, oltre che per il colore che tende al rosa (da qui il nome fragolino). Adagiato sulla griglia oppure arrostito, emana un gusto unico e di grande spessore, anche se cucinato al forno. La sua polpa è molto digeribile grazie alla presenza di pochissime parti grasse.
  • Pesce San Pietro: più conosciuto al ristorante che nelle case, ma è una valida alternativa a molti altri pesci stagionali del mese di marzo. Il suo gusto delicato si abbina a proprietà organolettiche che difficilmente si ritrovano in altre varietà, rilasciando eccellenti sensazioni al palato. Vive in prossimità dei fondali nei mari nazionali e si presenta con occhi grandi e bocca molto pronunciata, cresta spinosa e una macchia scura ben visibile. Il nome San Pietro deriva dalla leggenda: il santo, prima di andare con Gesù era pescatore e pescò a mani nude proprio questo tipo di pesce lasciando impressa l'impronta del suo dito con forza. Le spine sono poche e di grandi dimensioni il che ne favorisce la pulizia. Non presenta elevate percentuali di grasso.


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