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18 Apr 2017 / Diario di Bordo

Polpo e moscardino sono due animali molto simili fra loro, spesso erroneamente confusi. Vediamo insieme quali sono le caratteristiche che li differenziano e cosa bisogna osservare per distinguerli senza difficoltà.

Il polpo

Contrariamente a quel che si pensa, non è affatto difficile distinguere i due animali, che presentano notevoli differenze in quanto a dimensioni e caratteristiche. Il polpo, il cui nome esteso è octpus vulgaris, è dotato di otto tentacoli e presenta due file di ventose perfettamente simmetriche su ogni tentacolo. Preferisce vivere sui fondali rocciosi, ricchi di nascondigli, piccoli anfratti e fessure, sfruttando la sua capacità di mimetizzarsi con le pietre. Abita fondali non più profondi di 200 metri ed è molto diffuso nel bacino del Mar Mediterraneo, nel quale viene pescato due volte all'anno, nei periodi che vanno da settembre a dicembre e da maggio a luglio. Inoltre, è caratterizzato da un'intelligenza particolarmente viva e da un ingegno sorprendente. In età matura può raggiungere un peso compreso fra i sei e i sette chili e in genere presenta un colore leggermente più scuro rispetto al cugino moscardino.

Il moscardino

Il moscardino, il cui nome scientifico è eledone moschata, presenta dimensioni molto ridotte rispetto al polpo, considerato che soltanto di rado riesce ad oltrepassare i settecento grammi di peso ed i venti centimetri di lunghezza. Il moscardino, oltre che per la taglia, è facilmente distinguibile dal polpo per l'unica fila di ventose poste su ciascun tentacolo e per una colorazione più chiara, tendente al grigio chiaro. Questo mollusco presenta una testa più piccola rispetto al corpo ed occhi sporgenti. Ama muoversi su fondali sabbiosi e non può vantare la qualità eccelsa del polpo, le cui carni risultano molto più saporite.


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