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20 Feb 2019 / Diario di Bordo

Pochi alimenti rivestono un’importanza cruciale all’interno della nostra alimentazione quotidiana quanto il pesce.

Le svariate sostanze nutritive che lo compongono aiutano il nostro organismo a svolgere funzioni cruciali per il suo ottimo funzionamento. Ecco perché esso dovrebbe essere parte integrante di una dieta bilanciata fin dai nostri primi momenti di vita. Il pesce, infatti, è un alimento molto importante anche per l’alimentazione dei più piccoli.

Esso permette inoltre al piccolo di sfruttare un apporto di proteine decisamente più assimilabile della carne, che risulta invece più complessa da processare per l'apparato digerente in via di sviluppo.

Il pesce per i più piccoli: uno scrigno di elementi preziosi

Oltre alla sua maggiore digeribilità, il pesce è particolarmente indicato per la dieta dei bimbi in quanto contiene alcuni elementi davvero preziosi. I primi sono certamente gli Omega 3, degli acidi grassi fondamentali per il corretto sviluppo del sistema nervoso e per una buona salute della vista. Gli Omega 3 sono contenuti soprattutto nelle varietà più grasse come il pesce azzurro, ma tutti i tipi ne consentono un valido apporto e dovrebbero perciò essere sempre integrate nella dieta dei più piccoli.

Altri elementi fondamentali contenuti nel pesce sono le proteine di tipo nobile. Con questo termine si indicano le proteine che contengono tutti i ventuno aminoacidi, compresi quelli considerati fondamentali in quanto il nostro organismo non riesce a produrli in autonomia. Infine, il pesce è un'importante fonte di vitamine, tra cui la vitamina A, la vitamina B e la vitamina K. Quest'ultima in particolare riveste un ruolo cruciale per lo sviluppo dei tessuti e delle ossa.

Quali varietà di pesce sono le più adatte?

Nel momento in cui si inizia ad introdurre il pesce all’interno della dieta dei più piccini, è importante cominciare dalle varietà giuste, quelle cioè che permettono di integrare i nutrienti fondamentali senza andare ad appesantire il delicato apparato digerente.

Ecco perché si dovrebbe iniziare dal pesce bianco, che comprende alcune delle varietà ittiche più magre e dal sapore delicato. Grazie alla scarsa presenza di tessuto connettivo, che quindi non va ad intaccare i dentini, il pesce bianco può essere assunto anche a partire dai sei mesi in poi. I primi pesci che possono essere introdotti nell’alimentazione dei bimbi sono nasello, platessa, sogliola e merluzzo: queste qualità sono alleate delle neomamme, in virtù della minore propensione a provocare reazioni allergiche.

Una volta verificato che il bambino ne gradisce il gusto, è possibile introdurre anche altre qualità come il branzino oppure l’orata. Anche questi due pesci hanno carni dal sapore delicato, che generalmente incontrano il gusto dei più piccoli con facilità. Infine, se il riscontro è positivo, l’ultimo passo può essere costituito dall’introduzione di pesci grassi come il salmone, ricco di Omega 3.

Pesce in svezzamento: ecco come prepararlo al meglio

Qualora si scelga di acquistare del pesce fresco, particolare attenzione deve essere posta alla fase di pulizia. Come prima cosa, la parte esterna del pesce deve essere squamata e successivamente devono essere tolte le viscere. Compiute queste operazioni, il pesce va lavato sotto l’acqua corrente, eliminando testa, coda e pelle. Dopodiché si può procedere con una cottura non invasiva e unendo poi il tutto alla pappa, in modo tale da abituare il piccolo al gusto. Finché il bimbo non avrà raggiunto i due anni, sarà preferibile offrirgli pesce cucinato rigorosamente a vapore oppure lessato. Questi due metodi di cottura, infatti, aiutano la polpa a risultare più facilmente masticabile, nonché digeribile.


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