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29 Mar 2016 / Diario di Bordo

I risultati dello studio condotto da Oceana riguardo la vera identità del pesce servito nei ristoranti ha destato non poche preoccupazioni, scoprendo una truffa ai danni dei consumatori.

Oceana, un'organizzazione non governativa che da anni controlla la sicurezza degli oceani e della pesca commerciale a livello globale, ha lanciato l'allarme sull'origine del pesce che viene servito nei ristoranti di Bruxelles, nonché nelle mense dell'Europarlamento e della Commissione Europea.

Le indagini hanno difatti rilevato che almeno un pesce su tre non è quello che si è ordinato, bensì una sua versione più economica. Un consumatore che desidera pranzare con un piatto di tonno rosso non sa distinguere l'origine del pesce, tanto meno capire se quello che sta mangiando è una costosa sogliola, un pregiato merluzzo o una semplice imitazione, venendo di fatto truffato dal ristorante.

Purtroppo, questo è un fenomeno che si sta espandendo sempre di più, in particolar modo in Belgio. E proprio a Bruxelles, città che ospita le sedi delle istituzioni europee, l'indagine di Oceana ha stabilito che la truffa è all'ordine del giorno.

Questa contraffazione è stata scoperta attraverso lo studio del DNA del pesce servito, procurato da funzionari dell'organizzazione ambientalista e poi inviato all'Università Cattolica di Lovanio, dove è stato esaminato. I test non hanno lasciato dubbi: trentasei tipologie diverse nei centocinquanta locali presi in esame, quando le varianti ufficiali (e quindi più costose) sono solamente cinque.

Questi dati hanno fatto scalpore, tanto da portare la Commissione Europea a un'indagine ufficiale, come era stato fatto per la carne di cavallo qualche anno fa. I pesci più contraffatti sono il tonno rosso, il merluzzo e la sogliola, i piatti comunemente più costosi. L'indagine, eseguita in tutta Europa, ha stabilito che la truffa avviene anche in Italia e in Spagna, dove la percentuale di merce contraffatta arriva al trenta per cento, mentre in Francia non supera i cinque punti percentuali.

Lasse Gustavsson, direttore esecutivo di Oceana Europa, ha affermato che l'Unione Europea deve attivarsi immediatamente per fermare questo commercio illegale, fissando regole più rigide sulla tracciabilità dei prodotti ittici, in modo da garantire una gestione ottimale dei mari che circondano i Paesi europei.


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