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14 Set 2016 / Diario di Bordo

La penisola salentina, nota per la bellezza del mare e delle sue spiagge, per i tesori racchiusi nelle grotte marine, per il suo litorale ricoperto dalla macchia mediterranea, conserva nelle zone interne, tra secolari alberi di ulivo, le pajare, veri e propri gioielli architettonici testimoni dell’antica civiltà contadina.

L'incanto del Salento

Il territorio del Salento è disseminato e impreziosito da queste antiche costruzioni di forma conica, interamente in pietra, che ricordano i Trulli di Alberobello. A differenza di questi ultimi, che possono essere piuttosto lussuosi e comprendere più ambienti, le pajare del Salento sono costruzioni di muro a secco piuttosto spartane, essenziali, formati da un solo ambiente di diverse dimensioni, senza finestre, con un unico ingresso. La parte superiore è chiusa da un tetto sostenuto dalle pietre che formano le pareti.

Queste abitazioni rurali hanno il pregio di mantenere all'interno un ambiente fresco e asciutto anche in condizioni di clima torrido, quindi venivano utilizzate dai contadini come rifugio sia dalle intemperie che dal caldo, ma rappresentavano anche delle vere e proprie abitazioni estive, ideali per controllare bestiame e coltivazioni.

Un po' di storia

Le pajare sono costruzioni rurali molto antiche, che alcuni studiosi collocano tra la fine dell'età del Bronzo e il 1000 d.C.

Queste costruzioni tipiche del territorio salentino, sono costruite con la tecnica del muro a secco, cioè sovrapponendo con molta abilità, pietre di roccia calcarea di diverse dimensioni, incastrate l'una con l'altra, i cui interstizi venivano riempiti con poca terra.

Sin dai tempi più remoti le pajare venivano usate come riparo in caso di pioggia, come rifugio per riposarsi dopo la raccolta delle olive o alla fine della giornata lavorativa nei campi, spesso la pajara fungeva anche da magazzino per riporre gli attrezzi di lavoro.

Talvolta queste costruzioni diventavano vere e proprie abitazioni per tutta la famiglia contadina che, in questo caso, ricavava all'interno delle nicchie in cui accendere il fuoco.

All'esterno di alcune pajare si trovavano anche dei forni, utilizzati per cucinare e per essiccare frutti e ortaggi.


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