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07 Set 2016 / Diario di Bordo

La ricerca di tracce dell'uomo preistorico nel '800 ha avuto esito positivo quando Ulderico Botti scoprì la Grotta Romanelli, ma non la visitò al suo interno in quanto chiusa da stratificazioni accumulatesi nei millenni.

Il più importante sito preistorico italiano

Nel giugno del 1900 però fu lo studioso Paolo Emilio Stasi ad aprire una breccia e a constatare che all'interno della grotta era vissuto l'uomo di Neanderthal e aveva lasciato numerose tracce.

La Grotta Romanelli si trova nel territorio di Castro, in corrispondenza del parco costiero Otranto-Santa Maria di Leuca-Bosco di Tricase e non lontano dalla famosa Grotta Zinzulusa.

La costa di Castro è caratterizzata da formazioni carsiche che danno vita ad aperture nella roccia, come la Grotta Romanelli, che oggi sappiamo essere stata abitata fin dall'era preistorica.

La Grotta Romanelli è un luogo di grande suggestione e accoglie i visitatori in una baia che la protegge dai flutti del mare in tempesta.

Le tracce dell'uomo preistorico nella Grotta Romanelli

Gli studiosi hanno potuto constatare iscrizioni rupestri che rappresentano figure di animali che evidentemente popolavano questa zone e tra questi c'erano rinoceronti, bovini, iene, ippopotami, lupi e anche una specie di pinguino ormai estinto. La loro presenza prova il fatto che la temperatura in queste zone ha visto grandi sconvolgimenti, passando da alte temperature come sono oggi quelle africane fino alla glaciazione.

Sulle pareti della grotta, che è profonda 35 metri, ci sono altre iscrizioni rupestri che rappresentano atti della vita quotidiana dell'uomo preistorico e oggetti di uso comune.

Gli studiosi hanno anche potuto constatare che all'interno della grotta esistono diverse stratificazioni, chiamate delle terre rosse e terre brune per indicare da dove arrivassero e a quale epoca appartenessero gli uomini che hanno abitato la Grotta Romanelli.

È stato accertato che provenissero dal continente africano e che fossero capaci di costruire utensili rudimentali lavorando le pietre. Gli stessi sono stati ritrovati nelle stratificazioni in epoche anche molto lontane tra loro di migliaia di anni. Sono anche stati rinvenuti frammenti di ossa lavorati e incisi, lastre di pietra con graffiti che raffigurano sia figure antropomorfe che animali.

L'accesso alla grotta non è consentito in quanto è riparata da una grata al fine di proteggere la sua preziosità e si può raggiungere via mare.


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