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23 Gen 2019 / Diario di Bordo

Nell’ambito della Giornata mondiale della pesca, che si è tenuta lo scorso 21 novembre, i produttori europei hanno potuto fare il punto su vari aspetti legati sia ai consumi di pesce in tutto il mondo e segnatamente in Europa ed in Italia, che sullo scenario futuro che aspetta il mercato dei prodotti ittici lavorati. 

Consumo di pesce in aumento

Nel corso degli ultimi anni nel nostro paese il consumo di pesce è cresciuto, come è successo anche nelle altre nazioni. Questo è stato dovuto anche alle raccomandazioni che sono arrivate da parte della comunità scientifica internazionale che ha spiegato come il pesce sia fresco che lavorato, contenga molte proprietà nutrizionali.

I numeri relativi al 2017 forniti dalla FAO parlano di un consumo di pesce a livello globale pari a 153 milioni di tonnellate, 67 delle quali relative al pesce fresco, 44 a quello surgelato e 19 a quello conservato. Da questi numeri di evince che il consumo pro capite è pari a 20 chilogrammi ogni anno. A questi dati si aggiunge la tendenza all’aumento con una stima di crescita pari a 31 milioni di tonnellate che si dovrebbe realizzare entro la fine del 2025. Andando a vedere i dati relativi all’Europa si nota che il Vecchio Continente fa da traino a tutto il resto del mondo con un consumo medio annuo che si attesta sui 25 chili.

L’Unione Europea è il maggiore consumatore a livello mondiale

Il mercato dell’Unione Europea vale oggi 55 miliardi di euro, ed è spalmato su circa 500 milioni di consumatori. Il questo mercato il 35% del totale delle persone occupate è rappresentato dall’industria di trasformazione, percentuale che sale al 44% in termini di valore economico. Un dato molto significativo che è stato durante lo svolgimento "dell’Assemblea Generale delle Associazioni europee dei trasformatori ed importatori di pesce" che è giunta alla sua 28esima edizione e si è tenuta nella capitale italiana. Nel corso di questa manifestazione, organizzato da ANCIT e AIIPA, si è svolto il convegno intitolato "Prospettive e nuove sfide per l’industria europea di trasformazione ittica".

 Guus Pastoor, nella sua veste di presidente dell’AIPCE ha sottolineato come la crescita del mercato rappresenti una vera e propria sfida per i produttori che sono chiamati a dare un incremento significativo alla materia prima. Lo stesso Pastoor ha voluto rimarcare come consumere del pesce sia salutare e nello stesso tempo conveniente, oltre che adeguarsi ai rinnovati stili della vita moderna. Per garantire il giusto approvvigionamento di pesce secondo il presidente dell’AIPCE l’industria di trasformazione deve essere innovativa e nello stesso tempo competitiva. 

L’Italia spicca tra i consumatori di pesce

I consumi pro capite italiani sono al primo posto tra i consumatori europei. Il quantitativo si attesta a 28 chilogrammi all’anno e una buona parte di questo primo posto è merito delle conserve ittiche e del tonno in scatola, oltre che del consumo di surgelati.

 Analizzando i dati dei consumi italiani relativi al 2017 si nota che per il solo tonno in scatola il valore del prodotto consumato è pari a 1,3 miliardi di euro. La produzione italiana è pari a quasi 76mila tonnellate e il totale del prodotto consumato a 155mila tonnellate, con un aumento percentuale del 3% rispetto all’anno precedente. L’analisi dell’ANCIT evidenzia come il tonno in scatola sia consumato dal 94% degli italiani e circa il 43% lo mangia ogni settimana sia per i suoi valori nutrizionali che per la facilità di preparazione del piatto. Per quanto riguarda il pesce surgelato si sono consumate circa 113mila tonnellate con un aumento del 5%. Il valore complessivo di questa tipologia, che rappresenta il 17% sul totale dei consumi in Italia, è stimato tra i 4,2 ed i 4,5 miliardi di euro. L’aumento percentuale del consumo di pesce surgelato è dovuto anche al fatto del rispetto della cosiddetta "catena del freddo" che garantisce il mantenimento dei valori nutrizionali del prodotto.

Il pesce presenta tanti vantaggi concentrati in un unico alimento

Sempre nell’ambito del convegno Elisabetta Bernardi, docente dell’Università di Bari e nutrizionista, ha sottolineato come "il pesce si può considerare un alimento quasi perfetto" grazie alla contemporanea presenza di vitamine, proteine ed omega 3 e che il consumo di pesce grazie al ridotto apporto calorico rappresenta "un vantaggio notevole in termini di prevenzione del sovrappeso e dell’obesità".

Fonte: La Repubblica

 


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