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26 Ago 2019 / Diario di Bordo

Grazie alla sua attività incessante, il fegato è l'organo che assicura il benessere corporeo in quanto partecipa ai processi di eliminazione della maggior parte delle tossine, contribuendo a disintossicare l'organismo.

Esso funziona anche come deposito per numerosi nutrienti, come le vitamine, il ferro e il glicogeno, che vengono poi metabolizzate per produrre energia di pronto intervento. Inoltre partecipa alla biosintesi di proteine plasmatiche, come globuline e albumine, di alcune lipoproteine e di fattori proteici necessari alla coagulazione sanguigna.

Come assicurare il benessere del fegato

Il regime dietetico è il principale fattore in grado di controllare la salute del fegato; infatti alterazioni quantitative (causate da un'eccessiva alimentazione) oppure qualitative (dipendenti da uno scorretto schema nutritivo) provocano un progressivo deterioramento degli epatociti (cellule epatiche), che possono subire processi di necrosi e morire.

Pertanto la dieta assume un ruolo di estrema rilevanza per consentire al fegato di funzionare nelle migliori condizioni fisiologiche.

I nutrienti vantaggiosi per questo organo, come selenio, glutatione e vitamina A, C, E, sono reperibili soprattutto nella frutta, nella verdura e nel pesce, che costituisce uno degli alimenti maggiormente consigliati.

Il pesce, inoltre, contiene una notevole concentrazione di composti omega 3, che svolgono un'efficace attività antinfiammatoria a livello di tutti i processi flogistici conseguenti alla detossificazione delle sostanze dannose.

Grazie alle elevate quantità di selenio, il pesce funziona anche come potente antiossidante nei confronti dei radicali liberi potenzialmente molto dannosi.

Quali sono i pesci più indicati per la salute del fegato

Il salmone è un pesce particolarmente ricco di grassi polinsaturi del gruppo omega 3, tra cui EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesa enoico), che esplicano un'importante azione protettiva nei confronti delle cellule epatiche. Nella sua preparazione è necessario cucinarlo a temperature non troppo elevate per non inattivare gli omega 3.

Grazie al notevole contenuto di acidi grassi polinsaturi, lo sgombro mantiene sotto controllo la concentrazione plasmatica dei trigliceridi, contribuendo a migliorare lo stato di salute del fegato, soprattutto in presenza di steatosi epatica.

Anche il tonno, analogamente ai precedenti, è un pesce ricchissimo di composti appartenenti al gruppo degli omega 3, che migliorano il metabolismo lipidico a livello delle cellule epatiche.

Il merluzzo contiene un'importante concentrazione di vitamine del gruppo B, elementi indispensabili al corretto funzionamento del fegato.

Le sardine e tutto il pesce azzurro, infine, sono prodotti ittici famosi per l'alto contenuto di omega 3 DHA e EPA, indispensabili per assicurare il benessere fisiologico delle cellule epatiche.


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