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19 Mar 2019 / Diario di Bordo

Dopo il lungo periodo invernale, nel corso del quale ci siamo abbandonati forse un po’ troppo ai piaceri della tavola, torna impellente l’esigenza di rimettersi in forma per l’estate.

Se siamo arrivati alle porte dell’estate con qualche chilo in più, non disperiamo. I sistemi per rimettersi in forma ci sono, a cominciare da una dieta ipocalorica che sfrutti le mille qualità del pesce.

La dieta ipocalorica è a base di pesce

Per perdere qualche chilo si rende necessario introdurre nel menù quotidiano alimenti a basso contenuto calorico e ad alto potere saziante. Largo, quindi, ai carboidrati complessi, come cereali integrali e derivati, e alle proteine, mentre vanno messi al bando i carboidrati semplici, cioè gli zuccheri ed i grassi saturi.

Le proteine, assunte insieme ai carboidrati complessi, forniscono un senso di sazietà che dura molto a lungo ed evitano eventuali picchi glicemici, riducendo la fame e, di conseguenza, l’accumulo di grasso. Inoltre esse forniscono, al nostro organismo, la materia prima per costruire la massa muscolare a scapito di quella adiposa, condizione irrinunciabile per rimettersi in forma per l’estate.

Tra i cibi proteici di elevata valenza nutrizionale spicca il pesce, le cui caratteristiche salutari lo rendono perfetto per una dieta ipocalorica.

A differenza della carne, con la quale il pesce condivide gli alti contenuti di proteine ad elevato valore biologico, cioè complete di tutti gli aminoacidi necessari per la nostra corretta alimentazione, quest’ultimo contiene meno colesterolo e meno grassi. Non solo! Il grasso presente nel pesce è del tipo buono, costituito da acidi grassi polinsaturi, utilissimi nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Il pesce, rispetto alla carne, dispone di calcio, iodio, fosforo, fluoro e zinco in abbondanza. Il ferro è l’unico minerale di cui la carne è più ricca, ma basta aggiungere al menù un’abbondante porzione di molluschi, come ostriche e cozze, per recuperare immediatamente la carenza.

L’apporto calorico estremamente limitato del pesce consente di inserire nel menù porzioni abbondanti e molto varie nel gusto e nell’aspetto. In questo modo è possibile consumare piatti che appagano gli occhi, oltre che il palato, rendendo piacevole la dieta!

Azzurro, bianco o rosa, purché sia pesce!

Il pesce azzurro, vale a dire alici, sarde, sgombri, aguglie e pescispada, per elencare le specie più conosciute, rappresenta in assoluto l’alimento più salutare della categoria. È caratterizzato da elevate concentrazioni di omega 3, ottimo per contrastare i radicali liberi e gli effetti dell’invecchiamento cellulare, ma anche di fosforo, di ferro e di iodio. Il tutto con un apporto calorico decisamente esiguo.

Tra i pesci bianchi è opportuno accordare la nostra preferenza a triglie e merluzzi, che si classificano come pesci magri, cioè contenenti meno del 3% di grassi e in grado di apportare meno di 100 calorie ogni 100 grammi.

Nonostante il salmone si qualifichi come pesce grasso, poiché contenente più del 9% di grassi, merita comunque di essere riportato nel menù di pesce di una dieta ipocalorica, grazie agli elevatissimi contenuti di omega 3, vitamine A e D. Sarebbe opportuno, però, ridurre le porzioni a 50/70 grammi.

Accusati di contenere colesterolo in dosi massicce, ricordiamo che molluschi e crostacei come cozze, vongole, calamari, seppie, gamberi, astici, e simili, sono alimenti magri e ricchi di proteine ad alto valore biologico, di sali minerali e di vitamine. Per i soggetti eventualmente affetti da ipercolesterolemia sarà sufficiente non esagerare con le dosi, limitandone il consumo ad un paio di volte a settimana.

Per finire, vale la pena ricordare che anche la cottura incide sull’apporto calorico del cibo che prepariamo. Se vogliamo valorizzare le qualità "dietetiche" del pesce, optiamo per una cottura alla griglia, al vapore oppure, per non disperdere un solo milligrammo dei benefici derivanti dagli acidi grassi, al cartoccio. E ricordiamo che è possibile tornare in forma in tempo per l’estate se il consumo di pesce, anche al di fuori di una dieta ipocalorica, diventa una sana e regolare abitudine.


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