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16 Mag 2019 / Diario di Bordo

Appartenente alla famiglia dei carangidi, la ricciola veniva definita come un pesce povero. Tale appellativo scaturiva dal fatto che si trattava di un pesce che, soprattutto nelle epoche passate, era molto abbondante nei nostri mari, reperibile anche con l'ausilio di piccole imbarcazioni.

Ad oggi, la ricciola è stata compresa all'interno della ristretta e prestigiosa cerchia dei pesci pregiati. Ma a cosa è dovuta una simile reputazione? Quali sono le proprietà della ricciola? Quali sono i principi nutritivi dai quali scaturiscono gli effetti benefici per la nostra salute? Di seguito una serie di informazioni utili a riguardo.

Le peculiarità

Alimento dall'apporto nutrizionale di tutto rispetto, la ricciola trova il proprio habitat naturale ideale in una vasta e variegata gamma di regimi alimentari.

A ulteriore conferma della sua versatilità, questo pesce azzurro può essere soggetto a un’ampia scelta di preparazioni e tecniche di cottura. La sua carne, dalla consistenza del tutto particolare, si presta ad essere consumata sia cotta attraverso i metodi tradizionali sia cruda. È bene premettere che, qualora si optasse per cotture eccessivamente lunghe, la carne tenderebbe ad assumere una consistenza che risulterebbe essere al palato come stopposa e asciutta.

Per conformazione, la ricciola è paragonabile, seppur con qualche specifica e ben localizzata differenza, al tonno. Il suo tratto distintivo è la pinna caudale, che compare come molto ben sviluppata. A proposito della sua cromaticità, la ricciola si mostra in tutta la sua radiosità con un colore argentato che tende a scurirsi in prossimità del dorso. Sui fianchi, perfettamente distinguibile per una linea dalla colorazione tendente al giallo e per una banda di direzione obliqua che attraversa la parte di testa che costeggia gli occhi. Ogni pescatore che si rispetti, che lo faccia per diletto o per professione, ambisce a catturare un pesce come la ricciola, che unanimemente viene considerata come la regina del mare.

I nutrienti

Dal punto di vista prettamente nutrizionale, la ricciola è collocabile nel primo gruppo fondamentale degli alimenti. Contrariamente a quello che si potrebbe erroneamente credere, essa non è affatto un pesce bianco, ma un pesce azzurro che si contraddistingue per quantità notevoli di acidi grassi polinsaturi del gruppo Omega 3, di vitamina D e di iodio, i cui numerosi studi condotti a proposito hanno accertato effetti salutari per ciò che riguarda il buon funzionamento della ghiandola tiroidea.

Malgrado un apporto di matrice proteica degno di nota, la ricciola è un alimento mediamente energetico, con la frazione dominante delle calorie che proviene dai peptidi. Le proteine vantano un alto valore biologico, in quanto posseggono tutti gli amminoacidi essenziali di cui l'organismo umano necessita.

La ricciola è un alimento perfettamente compatibile con le diete prive di lattosio o glutine. Non vi è neppure istamina, a patto che però la ricciola venga consumata quando è ancora fresca. Le vitamine di cui si fregia sono quelle del gruppo B, ed in particolar modo la niacina, la piridossina e la cobalamina. Ragguardevoli sono anche le quantità di potassio, ferro, zinco e fosforo.


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